Balli suavi et amorosi (spettacolo / performance)

  • Scienza ed arte del ballo nelle corti italiane del XV secolo

    8 Esecutori (danza, contraltista, viella/violino antico, flauti diritti/traversa/stridulo/cornamusa, organo positivo/ghironda; liuto/colascione/chitarrino)

    Il XV è un secolo chiave per la musica e per la danza, che vivono una stagione di incredibile ricchezza dove i capolavori si susseguono in un crescendo affascinante e stupefacente. Nelle corti italiane poeti, pittori, scultori, musici, danzatori danno vita ad una società in continuo cammino e rinnovamento. L’esperienza umanistica produce così un’arte coreutica raffinata, elegante, codificata in forme scritte ben precise dai grandi Maestri ed “animatori” di feste, come Guglielmo Ebreo da Pesaro “divotissimo discepolo del dignissimo cavaliere, messer Domenico da Piacenza” e, a sua volta, massima espressione dell’arte del ballo quattrocentesco. Il suo trattato, il cui incipit è citato a sottotitolo, ci è pervenuto in ben sette redazioni, a testimonianza della sua grande fama. L’ambiente ideale e privilegiato per il ballo è la corte: è la nobiltà, che attraverso la grandiosità degli eventi, celebra il proprio trionfo in un felice itinerario verso il nuovo senso dell’armonia, verso la perfezione dell’arte, della musica e della danza in un’epoca in cui esse contribuirono alla evoluzione del pensiero.

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    Science and art of dancing in XV century italian courts

    8 Performers (dancers, contraltista, recorders/tranversal flute/rauschpfeifen, clavicembalo or positive organ/hurdy gurdy, lute/Renaissance guitar)

    The XV century is a key century in the history of the dance. The early Renaissance humanistic experience produces a refined and elegant art of dancing, which has been codified in precise writings by important Master like Domenico da Piacenza, Antonio Cornazano, Guglielmo Ebreo. The natural context is the “feast”, i. e. a complexity of variegated actions: tourneys, banquets, periodical or dynastic celebrations. It is composed by a lot of signs, deeds and mythological allegories, creating a code which was well known and usual for the audience of that period, but, now, hard to decode. Feasts, masquerades, moresche, tourneys, dances, intermezzi, often related to events of prince’s life (voyages, weddings, births, victories…), are the self-celebration of ruling sovereigns power and magnificence. Through the grandeur of events, in fact, the court celebrates the triumph of nobility imposing on everyone’s respect and admiration: friends and enemies, ambassadors, artists and men of culture, nobles, courtiers and plebeians.

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