MERAVILIE NOVE

  •  SCIENZA ET ARTE DEL DANZARE – Il ballo nelle corti italiane tra Leonardo e Galileo
    La Rossignol (LILIANA PAGLIARI, SIMONA PASQUALI, DAVIDE VECCHI, danza; ROBERTO QUINTARELLI, danza, contraltista; ERICA SCHERL, vielle; LEVI ALGHISI, flauti diritti, stridulo; FRANCESCO ZUVADELLI, organo positivo, ghironda;DOMENICO BARONIO, liuto, chitarrino, direttore)

    Leonardo Da Vinci oggi gode della fama universale come pittore e geniale inventore, ma nel suo tempo fu altrettanto rinomato come raro sonatore di lira”, naturalmente di sua invenzione, con sette corde, simbolo dei sette pianeti che producono l’“armonia delle sfere”. Galileo, figlio di Vincentio, liutista, matematico, teorico ed autorevole esponente della Camerata Fiorentina, fu anch’egli liutista oltre che “…uomo dotato da natura d’uno ingegno perspicacissimo…”, la cui vita, emblematica del complesso rapporto tra libertà di pensiero e convenzioni culturali, riporta anche il tentativo diconiugare rigore matematico e immaginazioneartistica. Tra i due grandissimi Ingegni, la danza italiana vive una stagione di incredibile ricchezza, con capolavori che si susseguono in un crescendo affascinante e stupefacente. Tra i grandi Maestri spiccano “…lo spectable e nobele cavaliero Messer Domenichino Piacentino, magister di buone maniere et del danzare…” e il suo più celebre allievo “Magister Guglielmi Hebraei Pisauriensis”, cui, nel tardo Rinascimento, faranno eco Fabritio Caroso da Sermoneta e Cesare Negri milanese: con le loro opere, mirabile sintesi tra arte e scienza, celebri in tutto il mondo e ritenute unanimemente pietre miliari della storia della danza, hanno contribuito in modo determinante ad un felice itinerario verso la perfezione della musica e della danza in un’epoca in cui esse parteciparono attivamente alla evoluzione del pensiero umano. 

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